E' POSSIBILE FARE RICORSO CONTRO LA LEGGE FORNERO

Coloro che sono andati in pensione dal 2011, e hanno una pensione netta maggire di 1088 Euro/mese (circa), possono far ricorso entro il 01.12.2016

Nel 2011, con l’art. 24 comma 25 del decreto legge del 6 dicembre n. 201 del 2011, il Ministro Fornero ha sospeso la rivalutazione della pensione per gli anni 2012 e 2013. Questo decreto è stato dichiarato INCOSTITUZIONALE con la sentenza n.70 del 30/04/2015, con la quale la Corte Costituzionale ha viceversa stabilito che questi soldi sono dovuti.

Il Governo Renzi nel 2015, non ha dato attuazione a quanto stabilito della Corte Costituzionale, ma con il D.L. 65/2015 ha riconosciuto soltanto una minima parte di quanto dovuto ai pensionati, se non addirittura proprio nulla, come nella maggior parte dei casi.

Basti pensare che la rivalutazione spettante ai sensi della sentenza della corte costituzionale dovrebbe essere pari al 100% di adeguamento per la fascia di importo non superiore ad euro 1.405,05 (tre volte il trattamento minimo INPS); al 90% di adeguamento per la fascia di importo compresa tra euro 1.405,05 e fino ad euro 2.341,75 (tra tre e cinque volte il trattamento minimo INPS); e al 75% per la fascia di importo superiore ad euro 2.341,75 (superiore a cinque colte il trattamento minimo INPS)

Mentre, invece, con il D.L. 65/2015, la rivalutazione spettante è pari al 100% per le pensioni complessivamente pari o inferiori ad euro 1.405,05, al 40% per le pensioni complessivamente superiori ad euro 1.405, 05 e pari o inferiori ad euro 1.873,40, al 20% per le pensioni complessivamente superiori ad euro 1.873,40 e pari o inferiori ad euro 2.341,75, al 10% per le pensioni complessivamente superiori ad euro 2.341,75 e pari 0 inferiori ad euro 2.810,10 e allo 0% per le pensioni complessivamente superiori ad euro 2.810,10.

E’ evidente come il decreto legge 65/2015, convertito nella legge 17/072015 n.109, vanifichi di fatto quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, facendo venir meno gli aumenti e gli arretrati.

Questo nuovo decreto si presta, infatti, agli stessi profili di incostituzionalità che hanno portato alla abrogazione della legge precedente. In particolare, è in palese contrasto con l’art. 36 Cost. che garantisce il diritto a percepire la giusta retribuzione, con l’art. 38 Cost. diritto ad una adeguata pensione, con l’art.47 tutela del risparmio, con l’art.3 principio di uguaglianza.

Di più il decreto del 2015 è anche in contrasto con l’art. 136 Cost, efficacia delle sentenze della Corte Costituzionale, in quanto, anziché adeguarsi a quanto stabilito nella sentenza 70/2015, ripropone una situazione molto simile a quella della legge abrogata e si presta alle stesse censure di legittimità, tagliando pesantemente l’importo degli aumenti e degli arretrati ed escludendo del tutto un gran numero di aventi diritto in base alla sentenza della Corte Costituzionale.

In tutta Italia ci si sta organizzando per porre in essere dei ricorsi collettivi o individuali volti alla declaratoria di incostituzionalità di questa nuova legge e di conseguenza alla ricostruzione della pensione con il riconoscimento degli arretrati e degli aumenti così come stabilito dalla sentenza 70/2015.

E’ importante fare ricorso nel più breve termine possibile per non incorrere nella prescrizione e decadenza degli arretrati dei ratei pensionistici, atteso che gli anni di riferimento sono il 2011 e il 2012.

Può fare ricorso chiunque percepisca, dal dicembre 2011, una pensione superiore a 1.450 Euro lordi (circa 1.088 netti) e che abbia subito il blocco della rivalutazione delle pensioni previsto dalla riforma “Fornero”. Occorre controllare il cedolino di agosto 2015: se si percepisce una pensione fra i .450 e i 3.000 € lordi, il cedolino riporterà la voce “applicazione sentenza 70/2015”. Tale voce è la conferma che l’interessato ha diritto a ricorrere.

Studio Falco VERNA

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Il bando “Marchi+2″ che mira a sostenere la capacità innovativa e competitiva delle piccole e medie imprese (PMI) attraverso la concessione di agevolazioni in favore delle PMI per l’estensione all’estero dei propri marchi.

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ASSUNZIONI AGEVOLATE - INPS 17/2015

Da gennaio 2016 lo sconto contributivo si riduce al 40%, con tetto di € 3.250,00 all’anno per biennio.

L’Inail finanzia in conto capitale le spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
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FINANZIAMENTO AGEVOLATO

Cosa è il “finanziamento agevolato”? E’ un mutuo che la banca concede a tassi favorevolmente bassi?

Non proprio. E’ una forma di agevolazione che alcune Autorità emittenti (Unione Europea, Stato, Regioni, Provincie, Comuni, Camere di Commercio, altri) mettono a disposizione delle aziende mediante bando concorsuale. Per aggiudicarsi l’agevolazione, l’azienda deve produrre una richiesta e un progetto, corredati di tutti i documenti richiesti, nei tempi stabiliti dal bando, e deve vincere il concorso.

Le forme di finanziamento agevolato sono:

fondo perduto (ovvero fondi che non devono essere restituiti):

conto capitale: forma di finanziamento ideale, costituita da una somma di denaro, concessa a fronte della vincita della gara e del rispetto delle condizioni imposte dall’emittente;

credito d’imposta o bonus fiscale: sconto sulle tasse;

abbattimento tassi d’interesse: l’erogante abbatte i tassi d’interesse su mutui/prestiti/leasing, prendendosi carico di parte di essi;

credito agevolato: finanziamenti alle aziende (da restituire), concessi a tassi d’interesse molto bassi;

conto garanzia: l’emettitore fornisce parte delle garanzie necessarie per accedere al credito bancario.

Il finanziamento agevolato riguarda solo le aziende (anche ditte individuali), ma non i consumatori.

E’ erogato solo a compenso degli investimenti già effettuati, ma solo se autorizzati nel progetto di finanziamento presentato. Perciò, occorre vincere il bando, prima di spendere, ma le somme saranno recuperate dopo che sono state investite: occorre perciò che l’imprenditore pianifichi per tempo e gestisca oculatamente le spese.

Perciò occorre:

sapere dove l’impresa vuole andare;

conoscere i bandi in corso di emissione;

progettare accuratamente la gara, producendo tempestivamente la documentazione richiesta;

gestire il progetto dopo l’approvazione del finanziamento.

Per far tutto ciò occorrono degli specialisti.

PROFIMA (Project Finance Management) è specialista nel settore: affidatevi a noi.

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INVITALIA: SELFIEMPLOYMENT AUTOIMPRENDITORIALITÀ

Tempistica: Le domande possono essere presentate a partire dal 15 gennaio 2016

Oggetto: Fondo rotativo per l’accesso al credito agevolato a sostegno di chi avvierà iniziative di autoimpiego ed autoimprenditorialità

Soggetti proponenti: I destinatari iniziali sono i giovani Neet di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, iscritti a Garanzia Giovani e che hanno completato con successo i percorsi di accompagnamento all’avvio di impresa e supporto allo start-up.
I destinatari possono intraprendere iniziative di lavoro autonomo o attività di impresa o microimpresa o franchising, ivi comprese le associazioni e società di professionisti. Le iniziative in forma societaria devono essere presentate da compagini composte totalmente o prevalentemente – soci e capitale – da NEET, che devono avere la maggioranza assoluta numerica e di quote di partecipazione

Progetti finanziabili: Si chiamerà SELFIEmployment e sarà operativo da metà gennaio 2016 con una dotazione finanziaria di partenza di 124 milioni. È il Fondo Rotativo Nazionale promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – la cui gestione sarà affidata ad Invitalia- per gli iscritti a Garanzia Giovani che avvieranno iniziative di autoimpiego e di autoimprenditorialità attraverso credito agevolato

Agevolazioni: I giovani potranno presentare domanda di finanziamento al Fondo per la concessione di prestiti, finalizzati all’avvio di nuove iniziative imprenditoriali, che avranno un importo variabile da un minimo di 5 mila ad un massimo di 50 mila Euro, verranno erogati a tasso di interesse zero senza garanzie personali e con un piano di ammortamento della durata massima di 7 anni.

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Finanziamenti e incentivi per lo sviluppo

Nuove imprese a tasso zero - Invitalia, consigli per ottenere agevolazioni

Da gennaio sarà possibile partecipare al bando per l'autoimprenditorialità dedicato alle donne e ai giovani under 35

Una dotazione iniziale di 50 milioni di euro per la concessione di finanziamenti agevolati a tasso zero e della durata massima di 8 anni, a copertura del 75% degli investimenti effettuati da micro e piccole imprese a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile, oppure da persone fisiche pronte a costituirsi in forma societaria entro 45 giorni dall'ammissione all'incentivo.

E' questo, in sintesi, quanto previsto dal bando 'Nuove imprese a tasso zero', un regime di aiuto, valido sull'intero territorio nazionale, pensato per sostenere i progetti imprenditoriali di donne e under 35, ma anche lo sviluppo di imprese esistenti attraverso migliori condizioni per l'accesso al credito.

I termini per la richiesta degli incentivi per l'autoimprenditorialità scattano il 13 gennaio 2016. Nel frattempo, il soggetto gestore del bando, Invitalia, ha pubblicato un decalogo di consigli per avere maggiori probabilità di ottenere il finanziamento a tasso zero.

I consigli di Invitalia

  1. fare attenzione al tetto massimo di spesa: il bando finanzia fino al 75% dell'importo gli investimenti che non superino la soglia di 1,5 milioni di euro;
  2. verificare di essere in possesso di tutti i requisiti richiesti per l'accesso agli incentivi, a cominciare dal fatto che le imprese esistenti devono essere costituite da non più di 12 mesi;
  3. identificare competenze e funzioni all'interno dell'impresa, per evitare che ruoli fondamentali per l'attività proposta restino scoperti;
  4. condurre indagini di mercato per chiarire quali caratteristiche possono rendere il progetto più competitivo delle iniziative concorrenti;
  5. valutare le proprie capacità finanziarie e presentare un progetto che sia 'auto-consistente', cioè che includa sin dall'inizio tutto ciò che è necessario per la sua realizzazione;
  6. accertarsi della capacità della società di sostenere con fondi propri, o con un prestito bancario, il 25% delle spese e il valore dell'IVA, che non è agevolabile;
  7. presentare un piano d'impresa, sulla base dello schema che sarà disponibile a breve online, che illustri accuratamente, e con il supporto di dati, il progetto imprenditoriale;
  8. prestare attenzione ai dettagli, per evitare di essere esclusi dall'agevolazione per incompletezza della domanda;
  9. ricordare che, quando si concorre per un incentivo pubblico, la forma è sostanza e qualsiasi scostamento dalle regole previste può rendere il progetto non finanziabile;
  10. preparare con cura il colloquio con gli esperti di PROFIMA che valuteranno la validità del progetto imprenditoriale.

Ricordiamo che il bando non ha una scadenza predefinita: le agevolazioni saranno concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello secondo l'ordine cronologico di arrivo.

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AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE PER LA VALORIZZAZIONE DEI DISEGNI E MODELLI – DISEGNI+3

Bando Disegni+3 che mira a sostenere la capacità innovativa e competitiva delle piccole e medie imprese (PMI) attraverso la valorizzazione e lo sfruttamento economico dei disegni/modelli industriali sui mercati nazionale e internazionale.

http://profima.it/nazionale-bando-per-la-concessione-di-agevolazioni-alle-imprese-per-la-valorizzazione-dei-disegni-e-modelli-disegni3/

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Turismo - DM 7 maggio 2015, credito d'imposta per investimenti delle imprese

Inserisci il sottotitolo qui

Il Ministero dei Beni culturali e del Turismo ha pubblicato il decreto ministeriale del 7 maggio 2015 che stabilisce i criteri per l'accesso al credito d'imposta del 30% a sostegno degli interventi di ristrutturazione edilizia, abbattimento delle barriere architettoniche ed efficientamento energetico delle imprese turistiche.

Il credito d'imposta, previsto dal decreto-legge n. 83-2014 Art Bonus, sostiene gli investimenti delle imprese esistenti alla data del 1° gennaio 2012 per:

  • ristrutturazione edilizia;
  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • incremento dell'efficienza energetica;
  • acquisto di mobili e componenti d'arredo destinati esclusivamente alle strutture alberghiere oggetto degli interventi.

L'agevolazione può essere riconosciuta nella misura del 30% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016, che non devono superare l'importo massimo di 666.667 euro per ciascuna impresa.

Il credito d'imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo ed è concesso a ciascuna struttura alberghiera fino al valore massimo di 200mila euro nei tre anni d'imposta. L'agevolazione è alternativa e non cumulabile, in relazione alle medesime voci di spesa, con altri incentivi di natura fiscale.

Procedure

Le domande di accesso al credito d'imposta possono essere presentate al Ministero dei Beni culturali e del Turismo dal 1° gennaio al 28 febbraio dell'anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese, con le modalità telematiche che saranno definite dal MIBACT entro 60 giorni dall'entrata in vigore del decreto ministeriale del 7 maggio, che è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 17 giugno 2015.

Per quanto riguarda le spese sostenute nel 2014, invece, la domanda potrà presentata entro 60 giorni dalla definizione delle modalità telematiche.

I crediti di imposta veranno riconosciuti secondo l'ordine cronologico di presentazione delle istanze e nei limiti delle risorse disponibili, che ammontano a 20 milioni di euro per gli anni 2014, 2015 e 2016 e a 50 milioni di euro per gli anni dal 2016 al 2019.

Entro sessanta giorni dal termine finale di presentazione delle domande, il Ministero pubblicherà sul proprio sito Internet l'elenco delle domande ammesse ed entro i sessanta giorni successivi alla pubblicazione renderà noto l'ammontare delle risorse utilizzate e di quelle che saranno prevedibilmente disponibili per l'anno successivo.

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SIETE SICURI CHE LA VOSTRA BANCA VI PROTEGGA E VI CURI?

Nella Vostra filiale Vi fanno tante promesse, Vi fanno comprare il diamantino e Vi prestano anche i soldi per comprarlo, Vi fanno sottoscrivere la polizza assicurativa per la Vostra operazione, Vi fanno firmare il modulo MIFID per metterVi al riparo da brutte sorprese, e poi?

Nella vignetta di Sturmtruppen del compianto artista Bonvi, il Sergente protegge con il suo corpo il soldatino di cui è creditore. Tale e quale alla Vostra Banca. Che Vi fa pagare gli interessi anche per il prestito per l'acquisto del diamantino che non volevate, ma che avete dovuto comprare altrimenti niente mutuo. Che Vi ha fatto sottoscrivere iuna polizza di assicurazione che in realtà era l'acquisto di un derivato, non senza prima averVi fatto firmare il modulo MIFID in cui risultate essere investitori provetti

Vi va bene così? Tenetevi la Vostra Banca.

Non Vi va bene? Contattateci per una consulenza gratuita: magari potrese scoprire di essere vittime di usura o di anatocismo. O preste scoprire che potreste ricontrattare il Vostro debito con i servizi di FRM e di SICEA

INVITALIA: AUTOIMPRENDITORIALITÀ – D.LGS. 185/2000 TITOLO I

Con la pubblicazione della Circolare attuativa diviene pienamente operativo il sistema delle agevolazioni previsto per l’Autoimprenditorialità, misura gestita da Invitalia per le imprese giovanili (D. Lgs. 185/2000 Titolo I).

Le risorse finanziarie destinate all’intervento sono quelle del Fondo rotativo del Ministero dell’economia e delle finanze presso il Soggetto gestore, Invitalia, pari attualmente a circa 50 milioni di euro, la cui consistenza si autoalimenta grazie ai rientri dei mutui relativi alle agevolazioni già concesse a partire dal 2006.

 

http://profima.it/nazionale-invitalia-autoimprenditorialita-d-lgs-1852000-titolo-i/

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